Ti trovi in: Corsi Settimanali / Musica Indiana

Discipline

CORSI DI YOGA, KRIYA,  KUNDALINI YOGA, PILATES - L'arte di unire l'uomo a Dio, l'io al sè
SCUOLA DI AYURVEDA E MASSAGGIO AYURVEDICO - Donare alla vita più anni, agli anni più vita
FORMAZIONE INSEGNANTI DI YOGA E MEDITAZIONE - Insegnare è una missione, non un mestiere
Ayur Guru Prakash Ananda Ashram - Scuola di Ayurveda in India per Approfondimenti e Vacanze di Salute e Benessere
CORSI DI MEDITAZIONE - "Un'Antica Scienza e Pratica che conduce all'Armonia e alla Beatitudine"
CORSI DI DANZE DAL MONDO E DANZA DEL VENTRE - "La danza sacra che esalta la femminilità"
CORSI DI REIKI RIEQUILIBRIO ENERGETICO - Il potere delle mani che curano
TRATTAMENTI INDIVIDUALI BIOENERGETICI - Prevenire è meglio che curare
NATUROPATIA E DISCIPLINE BIONATURALI - Essere in sintonia con la natura
MUSICA E DANZA INDIANA SITAR TABLA BHARATA NATYAM - La vita è un'arte divina tutta da vivere

                      

Corsi di Musica Indiana

Introduzione

Introduzione alla Musica Classica Indiana

Flash is required!
Sunanda Paul e Maurizio - Canti Indiani con Harmonium e Tabla

La musica classica indiana è un tipo di musica integrata con la cultura e storia indiana. È una musica molto spirituale e con molta energia, usata per occasioni religiose. Questo tipo di musica ha una struttura rigorosa. Ogni struttura è chiamata "raga". Per raga si intende un sentimento, un momento del giorno, anche un tipo di occasione o una stagione. Il raga ha un gruppo di note specifiche e regole per suonare.
La musica classica indiana non è scritta ma è sempre improvvisata dentro le regole del raga. La musica comincia molto lentamente con un'introduzione, detta Alap, che stabilisce il modo armonico del raga, per poi svilupparsi gradualmente in un crescendo energetico che ha lo scopo di sollevare l'ascoltatore ad un livello spirituale superiore.

Harmonium

Harmonium è uno strumento musicale indiano è simile a quello occidentale, ma di minori dimensioni. E’  uno strumento facilmente trasportabile da usare nelle funzioni religiose, serate culturali, feste della famiglia ecc. Harmonium è grande all'incirca come una fisarmonica, e di funzionamento simile. La forma è quella di un mobiletto rettangolare, vicino al suonatore ha una tastiera (tipo pianoforte) che si estende da due a quattro ottave, e si suona con una sola mano, l'altra mano aziona un mantice a soffietto posto sul lato distante dal suonatore. Ha anche la possibilità di mettere in funzione un certo numero di bordoni diversi (note costanti di sottofondo), onnipresenti nella musica classica indiana (viene azionato quello corrispondente alla tonica del pezzo suonato).

La storia dell'armonium in India è strettamente correlata a quella del sarangi. La caratteristica più importante del Harmonium, rispetto al contesto indiano, è l'intonazione. Essendo uno strumento occidentale, è accordato secondo il temperamento equabile, sviluppato in Occidente per le esigenze della musica armonico-tonale (quindi dell'armonia basata sugli accordi e la modulazione da una tonalità all'altra). Questo tipo di accordatura è del tutto estraneo alla musica indiana, che è modale e non contempla accordi né cambiamenti nella tonica in una esecuzione musicale, ed è fondata su numerose e precise sfumature di intonazione delle note delle varie scale che vengono usate.
Ma altre caratteristiche hanno fatto in modo che si inserisse ugualmente nel contesto della musica indiana (anche di quella "classica"). La principale è che è appunto capace di passare immediatamente da una "tonalità" all'altra. La musica indiana è fondata su una tonica immutabile, ma è anche vero che ogni cantante ha la sua tonica personale, e questo rende la Harmonium estremamente flessibile se usato per accompagnare cantanti diversi che usano toniche diverse. Inoltre la tecnica di questo strumento, applicata alla musica indiana, è relativamente semplice.

To top

Sitar

Sitar

Flash is required!
Sitar - Ashanka Sen e Maurizio Murdocca - Tabla
Sitar - Ashanka Sen
Sitar - Ashanka Sen

Il sitar è uno strumento utilizzato diffusamente nella musica classica indiana: ha venti corde, sette pizzicate, sopra e tredici di risonanza, al di sotto, che servono a creare una sonorità molto forte e dolce e un'atmosfera contemplativa. È uno strumento di legno dotato di due zucche che fungono da casse di risonanza. Il sitar si è sviluppato dalla "veena", strumento ben più antico che possiamo ammirare in molte illustrazioni sacre.

SITAR (India Settentrionale) E'uno strumento molto popolare in india. La parola "Sitar" ha origini persiane e significa "tre corde" (seh, tre e tar, corda). Nella sua forma contemporanea è costruito in legno (tek o mogano), metallo, osso e da una zucca. Il manico di legno, leggermente cavo, termina con una larga cassa di risonanza fatta con una zucca vuota. E' facile trovare una seconda zucca di risonanza attaccata all'altro lato del manico sul lato inferiore.
Il Sitar consiste di due livelli di corde fatte in acciaio, ottone e rame. Il ponte principale è fatto di corno di antilope e la sua forma leggermente curva contribuisce alla qualità tonale dello strumento. La camera di risonanza (zucca) serve come base per la mano destra per bilanciare lo strumento.
Un plettro di filo metallico, chiamato mizrab, è indossato nel dito indice destro per pizzicare le corde del livello superiore. La mano sinistra è usata per controllare la melodia.
E' alla corte di Ala ud-din Khalji, sultano di Delhi (1296-1316), che troviamo il famoso poeta e musicista turco Amir Kusro, cui la tradizione indiana attribuisce il merito dell'invenzione del sitar. Dato il particolare periodo di innesto di due culture diverse, la nascita del sitar e la sua storia sono coeve della nascita di un eterna diatriba fra la tradizione indiana e la tradizione musulmana, le quali vogliono entrambe rivendicare, come propria, l'origine di questo strumento e delle nuove forme musicali ad esso connesse.
Il sitar è membro del gruppo dei cordofoni e fa parte della famiglia dei liuti a pizzico con manico tastato. Come il tanbur afghano esso è costituito da quattro parti distinte: la cavità di risonanza che nel tanbur è scolpita nel legno mentre nel sitar e costituita da una zucca; il manico cavo; la tavola armonica tagliata ed adattata alle dimensioni della zucca; la tastiera posta sul manico.
La particolarità del sitar, consiste nell' uso della tecnica Mind ovvero l'uso della tensione laterale della corda che caratterizza il sitar come strumento indiano; questa tecnica è infatti solo ed unicamente indiana.

To top

Tabla

Tabla

Tabla
Tabla

L'opinione circa l'origine dei Tabla risale al XIV secolo, quando un musicista di talento, Amir Khusro, che viveva presso la corte di Allaudin Khilzi, inventò i Tabla dalla spaccatura in due parti del Pakwaj o Mridang (percussioni indiane, il Pakwaj tradizionale del Nord India ed il Mridang del Sud India).
La parola Tabla deriva dalla parola araba tamburo.
I primi musicisti di Tabla furono musulmani e contribuirono notevolmente alla diffusione di questo strumento.
I Tabla sono uno strumento ritmico ed accompagna le forme vocali, la musica classica, sia popolare che religiosa, la danza ed inoltre sono utilizzati nella musica occidentale moderna, in particolare di colorazione etnica.
I Tabla sono lo strumento a percussione più diffuso dell'India e sono composti da due corpi di forme e dimensioni diverse , uno di forma più grande ed in metallo ( rame o bronzo, a volte anche terracotta) chiamato Bayan o Dugga il quale produce una sonorità bassa, e l'altro in legno, chiamato Dayan o Tabla, dalla sonorità più acuta è la parte ritmica delle percussioni.
I Tabla sono, fra gli strumenti a percussione, quelli più diffusi nella musica colta dell'India settentrionale e godono di una certa popolarità anche in Occidente.
Tradizionalmente usate per accompagnamento, recentemente i Tabla hanno conquistato la loro posizione anche come strumenti da assolo.
I Tabla sono in grado di produrre un ampio spettro di modulazioni di suoni, sono suonati con le mani, con una raffinatissima tecnica delle dita. Sui Tabla viene tesa una speciale pelle con dei legacci (chiamati Baddhi) e grazie a questa particolarità, si possono ottenere numerose sonorità creando un gioco timbrico decisamente interessante. Il tamburo più grande (Bayan) è suonato con la mano sinistra ed il più piccolo di sonorità alta (Dayan) è suonato con la mano destra.
Le strutture ritmiche suonate coi Tabla ed in generale della musica classica indiana sono molto complesse e vengono trasmesse ed insegnate oralmente con una sillabazione ad imitazione dei vari suoni ottenuti con lo strumento
chiamati Bols.
Potremmo dire dunque che i Tabla è uno strumento parlante in quanto i numerosi effetti tonali che si possono produrre (Bols) corrispondono all'alfabeto dei Tabla. Le due membrane producono suoni di colore diverso, che hanno nomi differenti a seconda dell'area della membrana che viene sollecitata; infatti, ad ogni colpo corrispondono delle lettere dell'alfabeto es. ta, ke, tin, ghe, dha etc.: così sono chimati i diversi suoni che provengono dalla percussione delle diverse aree delle due pelli.
Ogni colpo che suoniamo, dunque può essere pronunciato vocalmente e questo permette di ricostruire uno spartito con la composizione da eseguire aiutando il musicista a memorizzarla con più facilità.
Inoltre pronunciare i bols è una forma di concentrazione e ci aiuta ad entrare nel ritmo della composizione che stiamo cantando.
Le strutture ritmiche suonate coi Tabla ed in generale della musica classica indiana sono molto complesse e vengono trasmesse ed insegnate oralmente con una sillabazione ad imitazione dei vari suoni ottenuti con lo strumento, che scandiscono le affascinanti formulazioni ritmiche.
Tra le percussioni più diffuse del nord India c'è il Pakhavaj, tamburo costitutito da un unico corpo, avendo le due estremità ricoperte di pelli tese.
Viene suonato trasversalmente e viene usato soprattutto per l'esecuzione di ritmi utilizzati nella forma Dhrupad (forma solenne ed austera di musica classica indostana).
Percussione tradizionale dell'India del Sud è invece il Mridanga il cui timbro è reso inconfondibile dalla struttura delle pelli tese alle estremità della cassa.
Viene suonato trasversalmente per l'accompagnamento della musica carnatica (musica classica del Sud India) e tradizionali danze dell'India del Sud (Bharata Natyam).

To top

Insegnanti

Insegnanti

Ashanka Sen - Insegnante Musica Sitar presso Centro Ananda Ashram Milano
Ashanka Sen - Sitar
Maurizio Murdocca - Insegnante Musica Tabla presso Centro Ananda Ashram Milano
Maurizio Murdocca - Tabla

Insegnante di Sitar: Ashanka Sen

Nasce nel 1965 a Calcutta (India) da una famiglia di musicisti. La sua prima esperienza musicale avviene assieme a sua madre, affermata cantante. Inizia gli studi di sitar all'eta di 14 anni, sotto la guida del noto M° Pandit Kartik Kumar. Nel 1997 ha l’opportunità di suonare per Sua Santità il Dalai Lama a Gorizia. Nel ‘99 suona al Cimitero di Prima Porta a Roma per l’occasione del giorno di Ognissanti, il primo Novembre. L’evento viene trasmesso sulla Televisione Italiana (RAI2) e in Francia. In questo periodo suona per le scuole medie di Pignano, Sovico, alla festa della musica per il comune di Rozzano e per vari centri di Yoga e meditazione a Milano e hinterland. Nel 2000 è coinvolto anche in progetti musicali con musicisti arabi e di Flamenco. A Dicembre dello stesso è invitato a suonare per Amnesty International. Nel Febbraio 2001 ha l’opportunità di suonare al Conservatorio di Milano, in un concerto di grande gradimento. A Novembre dello stesso anno vince il premio 'Zecchino d'Argento' nella categoria delle canzoni straniere per bambini. Nella sua carriera ha suonato in più di 50 concerti in tutta Italia. Infine è ingegnere e lavora nell’ambito del software presso un’importante banca di Milano. Attualmente insegna a suonare lo strumento sitar agli studenti di Ananda Ashram di Milano.

Insegnante di Tabla: Maurizio Murdocca

Inizia lo studio dei Tabla nel ’96 in India con il maestro Ashish Shrivastava dove approfondisce i ritmi popolari tradizionali per l’accompagnamento della musica e canti devozionali indiani.  Sussessivamente prosegue gli studi in India del Sud con il Maestro Mani, docente del college musicale di Puttaparthi dove approfondisce lo studio dei ritmi tradizionali classici e popolari.  
Nel ’98  inizia lo studio dei ritmi classici frequentando le master class ed i seminari tenute dal famoso Maestro Shanka Chetterji di Calcutta.
Nel ’99 incontra il Maestro P.V. Nandasiri della tradizione del Lucknow (India) e grazie alla sua permanenza in Italia di 3 anni, ha l’oportunità di approfondire lo studio classico.
Nel 2000 partecipa a due manifestazioni “BHAVA SWARA” (concerti di musiche e danze indiane) in cui accompagna coi Tabla il sitarista indiano Asanka Shen, la violinista Mano Manjarie ed il canto del Maestro Nandasiri, con cui partecipa inoltre ad una trasmissione  televisiva interculturale. Partecipa e suona in numerose manifestazioni culturali di tradizione Indiana. 
Nel 2003 nasce un progetto musicale con il gruppo “Prashanti Indian Group” con il quale incide e partecipa a diverse rassegne musicali, teatrali, private ed in Conservatorio.
Nel 2007 partecipa alla registrazione di Stella Splendens Suite del compositore Fabio Turchetti di Cremona.

Collabora con diversi musicisti di musica classica indiana e canto classico,  semiclassico e devozionale indiano, suona con vari gruppi di musica etnica.

Impegnato da diversi anni al sostegno di alcune missioni in India a Puri nello stato dell’Orissa con l’associazione Shanti Onlus, organizza e partecipa come musicista ad incontri musicali il cui ricavato va totalmente devoluto ai progetti che sostiene in India ed  accompagna come tablista Swami Nirvanananda (musicista e fondatore dell’Associazione) in numerosi concerti in giro per l’Italia ed ha partecipato ad una
 recente registrazione.

Attualmente, grazie a regolari viaggi in India,  prosegue lo studio dei Tabla  a Varanasi  con il Maestro Rajaneesh, discepolo di Pandit Chhote Lal Mishra.

To top

Orari