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Prossime date

Sabato 1 e Domenica 2 Maggio 2010

 


Quota di partecipazione:
€ 125,00 + Tessera Associativa

Sono aperte le iscrizioni

Il Coraggio di Essere Felici - Percorso di Formazione Teatrale

L’uomo vuole essere felice, vuole solo essere felice. Ed è normale che sia così”
(B. Pascal)

Sukhanuraktih parama jaevivrtthih - L’aspirazione per la felicità è la propensione fondamentale degli esseri viventi”
(Shrii Shrii Anandamurti)

Formatore Giulio Vanzan con aliievi Teatro dell'oppresso

La vita di tutti i giorni, in questa società dei consumi, dell’immagine e degli schemi mentali rigidi, ci porta a dimenticarci di quello che siamo veramente e ci spinge a prendere delle decisioni che in realtà non vogliamo prendere, lasciando da parte quello che siamo e quello che vogliamo essere veramente. Spesso questa coscienza della nostra identità è subordinata a mille logiche che non ci appartengono, ma che sopportiamo per abitudine e paura e difficilmente abbiamo il coraggio di cambiare.

Avere coraggio significa letteralmente “agire con il cuore” e non ci può essere coraggio maggiore di quello di prendere in mano la nostra vita ed essere felici, con sè stessi e con gli altri: anche l’altro infatti, come noi, desidera affetto e fratellanza, e come noi sente la fatica di uscire da sè per cercare l’incontro che lo può far star bene.

Il corso si propone di realizzare un percorso di riscoperta e di consapevolezza di quello che siamo e di quello che vogliamo essere, partendo da noi stessi, dal corpo e dalle sue meccanizzazioni, passando attraverso l’incontro di fiducia empatico con l’altro, arrivando ad affrontare quei conflitti che ci impediscono di essere felici nella nostra vita, tentando di risolverli assieme.

DESCRIZIONE DEL CORSO

Il corso di formazione ha una durata di 20 ore (un fine settimana) ed ha come obiettivo l’empowerment, la presa di potere, individuale e del gruppo attraverso una serie di giochi-esercizi intervallati da momenti di riflessione maieutica in gruppo, facilitata dal conduttore.

Le fasi del percorso si articolano su tre pilastri teorico-metodologici:
Io sono
(lavoro sull’identità personale)
Noi siamo
(lavoro sull’identità di gruppo)
Noi agiamo
(lavoro sull’attivazione del gruppo per la risoluzione dei conflitti)

 

DEMECCANIZZAZIONE

Questa prima parte del corso é finalizzata a ragionare individualmente ed in gruppo sul come siamo prigionieri dei nostri schemi.

Il nostro corpo é “meccanizzato” all’interno di schemi di movimento e di azione che sono socialmente condizionati. Lo spazio che noi usiamo per muoverci, gli organi di movimento e la qualità dei movimenti che facciamo sono condizionati da regole non scritte, imposte dalla cultura.

Questa incapacità di essere liberi di muoverci, influenza fortemente la capacità di pensare liberamente: un esempio di questo fenomeno è ben rappresentato dal film “Tempi Moderni” di C. Chaplin.

É necessario allora riscoprire i propri sensi, per sentire tutto quello che si tocca, ascoltare ciò che si ode, mettere in moto più sensi e vedere tutto quello che si guarda.

FIDUCIA

La seconda parte del programma formativo si concentrerà sulla fiducia, in sè stessi e negli altri. Qui si lavorerà con giochi-esercizi cooperativi, focalizzati anche sul contatto corporeo: nel gruppo ci deve essere fiducia tra i membri e la capacità di sentirsi a proprio agio anche nel contatto rispettoso tra parti del corpo. La fiducia reciproca è il primo passo per integrare tra loro i membri del gruppo e renderlo forte e coeso.

SINTONIA

Intesa come capacità del gruppo di “muoversi assieme”; un concetto vicino a questo è l’empatia, la capacità di relazionarsi a livello profondo, “di cuore”, tra persone. Questa parte, che completa logicamente quella sulla fiducia, sarà caratterizzata da esercizi in gruppo e a coppie, per riscoprire sè stessi nella relazione con gli altri.

UNA VISIONE DIFFERENTE DELLE COSE

Esistono tante cose in una cosa sola, se il fine è il cambiamento. Ma nessuna in tutte le cose, se il fine non é questo” (Bertold Brecht).

Durante questa parte si lavorerà principalmente sulla capacità di vedere molte cose in una cosa sola, nel dare nuovi significati all’esistente, nel vedere ciò che ad una prima apparenza non si nota. Questo per conoscersi meglio, per conoscere meglio l’altro e la realtà attorno a noi.

Ciò è di particolare importanza in un ambiente multi-etnico e sociologicamente complesso come lo è il contesto europeo in quest’epoca storica.

TEATRO IMMAGINE

Il teatro immagine è una tecnica che permette di teatralizzare le varie situazioni della vita, a partire dalle stesse immagini corporee, elaborate intuitivamente a partire da un tema. Questa tecnica permette di analizzare profondamente le dinamiche individuali e collettive e di ragionarci assieme, tentando di risolvere quelle che non ci piacciono.

I CONFLITTI

Pat Patford nel suo modello, definisce il conflitto come ogni situazione nella quale “Io voglio - tu non vuoi” e ciò si presenta ogni volta esista una relazione tra almeno due persone. Il conflitto di per sè è sano, salutare per la relazione, ma, se inserito in uno schema di potere “alto - basso” (Patford), può diventare causa di violenza e di oppressione.

Il modulo tratterà del tema dei conflitti nella relazione interpersonale e nella società, analizzando le diverse situazioni conflittuali e cercando metodi di risoluzione partecipativa, preferibilmente nonviolenta.

TEATRO FORUM

Il Forum è una tecnica consiste nel rappresentare una scena di conflitto, cercando di risolverla.

Con l’aiuto della conduzione del giolli, il pubblico è invitato a sostituire i personaggi, per tentare di risolvere, assieme in modo partecipativo, il conflitto.

In questo modo, oltre ad analizzare e a denunciare i conflitti, le violenze e le oppressioni, si prova concretamente a risolvere queste situazioni di disagio ed ingiustizia.

FORMATORE : Giulio Vanzan

Giulio Vanzan - Teatro dell'oppresso - Milano
Formatore: Giulio Vanzan a Vicenza
  • Esperienza professionale: dal 2008 lavora con l’Istituto Internazionale per lo Sviluppo della Cittadinanza, di cui ora è il direttore esecutivo in Europa; consulente del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo ed UNICEF, come formatore e facilitatore di processi; formatore per l’associazione VIP Formazione e presidente di VIP Verona onlus, associazione di clownterapia. Nel 2004-2005 coordinatore dei progetti internazionali dell’associazione VIP Italia onlus. Autore del libro: “Dalla passività appresa al protagonismo - un approccio teorico, metodologico per il lavoro in ambito educativo”, pubblicato per UN Volunteers e l’Università del Goiás (Brasile).
  • Formazione accademica: master in sviluppo locale e laurea in cooperazione allo sviluppo.
  • Altra formazione: formazione in teatro dell’oppresso presso il Centro do Teatro do Oprimido di Rio de Janeiro (CTO) e presso l’Associazione Giolli Teatro; formazione come clown-dottore e clown trainer presso l’associazione VIP Formazione; studio dell’arte del mimo e del corpo poetico presso l’associazione Larven Teatro; specializzazione come insegnante di Rajadiraja yoga presso l’associazioneAnanda Marga Pracaraka Samgha; giocoliere ed amante del contact juggling.

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