Il termine Ayurveda
è formato da due parole, Ayu + Veda.
Ayu in Sanscrito significa
vita e la parola Veda
significa conoscenza. Tenendo ben presente
questo concetto, possiamo renderci conto
che esiste un atteggiamento molto
interessante, e diametralmente opposto ,
tra il modo di concepire la parola Vita
nella scienza medica moderna e in quella
dell'Ayurveda. La scienza moderna e la
medicina occidentale affermano che fino a
quando il cuore di una persona funziona,
essa è considerata viva anche se
soffre di una grave malattia, e deve essere
mantenuta in vita con l'aiuto di ossigeno e
di altri rimedi meccanici che intervengono
artificialmente a regolarne le funzioni
vitali. La scienza ayurvedica, invece,
asserisce che solo una persona fisicamente,
mentalmente e spiritualmente sana
può essere veramente considerata
viva.
L’Ayurveda si occupa della vita nella
sua totalità, considerarlo solo un
antico sistema di medicina tradizionale
è limitante. La conoscenza dei
principi dell’Ayurveda, che giungendo
fino a noi da tempi molto remoti hanno
superato la prova del tempo, sono di grande
utilità per conservare la buona
salute, ma soprattutto sono utili per dare
un senso e portare a compimento la vita di
ogni individuo. Secondo l'Ayurveda la
salute non è solo assenza di
malattia ma è uno stato di continuo
appagamento e di benessere, uno stato di
felicità fisica, mentale e
spirituale. Il concetto di equilibrio
espresso dall'Ayurveda comporta non solo il
perfetto funzionamento dei vari sistemi ed
organi, della psiche e dello spirito, ma
anche un rapporto di felice convivenza con
tutte le creature, con i familiari, con gli
amici, con il lavoro, con il clima e la
cultura in cui viviamo, con i propri
ideali, con le abitudini, con la
verità, con il concetto di Dio.
Gli scopi dell'ayurveda
1. Conservare la buona salute
nell'individuo sano in modo da dare
sostegno ai quattro principali
obbiettivi della vita che sono:
Dharma;
ciò che per mezzo dell'agire
corretto porta al benessere
dell'individuo e della
società;
Artha; la
ricchezza, la disponibilità dei
mezzi di sostentamento;
Kama;
l'appagamento dei desideri terreni, la
passione;
Moksha; la
realizzazione spirituale raggiunta per
mezzo della liberazione dai vincoli
terreni e della consapevolezza
dell'esistenza di Dio.
2. Eliminare la sofferenza dovuta alla
malattia.
Cenni storici
La storia dell'Ayurveda, affonda le
sue radici nel periodo vedico, risale
cioè al 5000 a.C. o forse a un'epoca
ancora precedente. Nei quattro Veda - Rig,
Sama, Yajur e Atharva - troviamo ampi
riferimenti a medicine, rimedi, metodi
curativi e descrizioni delle diverse parti
e degli organi del corpo umano. I testi
classici dell'Ayurveda che sono giunti fino
a noi, Charaka Samhita e Sushruta Samhita,
sono stati redatti nella forma attuale
probabilmente intorno al settimo secolo
a.C. In questi testi troviamo i miti delle
origini dell'Ayurveda e di come venne
tramandato al genere umano.
Nel Charaka Samhita si dice che quando
sulla terra comparvero le malattie a
ostacolare la vita degli esseri viventi, un
gruppo di saggi provenienti da ogni angolo
della terra, mossi da compassione per tutte
le creature, si riunirono in un luogo
propizio sulle pendici dell'Himalaya per
trovare un rimedio. Con questo
atteggiamento, entrarono in meditazione e
trovarono l'aiuto di Indra, il Signore
degli Dei, che li avrebbe istruiti sul modo
appropriato per contrastare le
malattie. Deputarono così uno
di loro, Bharadvaja, ad andare da Indra per
imparare l'Ayurveda. Al suo ritorno
Bharadvaja impartì la conoscenza
dell'Ayurveda ad Atreya che ebbe sei
discepoli, ognuno dei sei discepoli di
Atreya scrisse un trattato di Ayurveda. La
maggior parte di quei trattati è
andata perduta ma l'opera di uno di essi,
Agnivesa, o per lo meno una parte di essa,
è giunta fino a noi nella forma del
Charaka Samhita.
Un altro racconto mitologico rivela che
Dhanvantari, il medico degli Dei, venne
mandato da Indra sulla terra per diffondere
la conoscenza della medicina. Dei suoi
discepoli Sushruta era particolarmente
esperto nell'arte della chirurgia e scrisse
un trattato sull'Ayurveda noto come
Sushruta Samhita. Questo trattato riguarda
soprattutto la chirurgia anche se
parallelamente si occupa della medicina
generale.
In epoca posteriore Vagbhata scrisse
l'Ashtanga Hridaya che descrive l'Ayurveda
in forma poetica e che riunisce la sapienza
di Charaka nella medicina e l'arte di
Sushruta nella chirurgia.
E' difficile stabilire con esattezza
l'epoca di Charaka e di Sushruta per
mancanza di riscontri storici precisi, ma
gli studiosi sono abbastanza concordi nel
fare risalire il Charaka Samhita al VI o
VII secolo a.C.
In questi trattati vengono descritte le
otto parti dell'Ayurveda:
Medicina Generale (Kaya)
Chirurgia (Shalya)
Trattamento delle malattie di
orecchie, naso, gola, occhi
(Salakya)
Psichiatria, Psicologia (Bhuta
Vidya)
Pediatria (Kaumara Bhritya)
Tossicologia (Agada)
Scienza del ringiovanimento
(Rasayana)
Sessuologia e Rivitalizzazione
(Vajikarana)
Vedi anche:
Scuola di Ayurveda, Massaggio
Ayurvedico
& Cucina Ayurvedica: