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Tai Chi Chuan
   
il M° Luca Barattini durante l'esecuzione di una forma in Stile ChenIl Tai Chi Chuan è un'antica arte marziale cinese fondata sul concetto taoista di Ying-Yang, l'eterna alleanza degli opposti. Nato come sistema di autodifesa, Tai Chi Chuan significa -letteralmente "suprema arte di combattimento", si è trasformato nel corso dei secoli in una raffinata forma di esercizio per la salute ed il benessere, utilizzabile anche come autodifesa.
Gli stili proposti nel corso sono lo stile Yang e lo stile Chen.
Il primo è il più diffuso e il più giovane, è adatto a tutte le età, i movimenti vengono eseguiti in modo lento e uniforme.Lo stile Chen verrà in seguito proposto a chi è interessato allo studio del Fa Li (forza esplosiva).
La teoria Yin Yang è espressa nella forma, un insieme di movimenti ognuno dei quali racchiude lo studio del respiro, della forza interna, dell’intenzione mentale, per giungere a capire l’armonia tra mente e corpo.
Il corso inizia con lo studio delle corrette posture del corpo e l’introduzione di vuoto mentale e intenzione concentrata.
Si studieranno sia le posizioni statiche chiamate zhan zhuang, che le forme dinamiche, un sistema di movimenti concatenati eseguiti in modo morbido e rilassato simili a una danza marziale.
La pratica attenta e costante di queste tecniche, grazie alla loro morbidezza, alla circolarità e alla lentezza con cui vengono eseguiti, rende il corpo più agile e armonioso migliora la postura ed ha un effetto benefico sul sistema nervoso e sulla circolazione del sangue.

In entrambi gli stili la pratica del Tai Chi Chuan consiste principalmente nell'esecuzione di una serie di movimenti lenti e circolari che ricordano una danza silenziosa, ma che in realtà mimano la lotta con un opponente immaginario.
All’interno degli stili del Tai Chi Chuan (Chen, Yang, Sun, Wu, Wod, Hao) i più popolari sono lo Yang e il Chen. Il primo è il più praticato poiché il Chen richiede un’esercitazione molto più complessa ed esigente.
Oltre al concetto di Yin e Yang, l’espressione che descrive questa tecnica risiede nel concetto di "Forma", un sistema di movimenti concatenati che vengono eseguiti in un modo lento, uniforme e senza interruzioni. Tali movimenti possono essere eseguiti a mani nude o con il supporto di particolari armi. Esiste anche un insieme di esercizi che vengono eseguiti in coppia, e che prendono il nome di Tui Shou.
Lo studio del Tai Chi Chuan inizia quindi con la sequenza di movimenti detta "forma lenta". Gradualmente si studiano i movimenti e si introducono i principi fondamentali: si impara ad acquietare la mente, a muovere il corpo in modo rilassato e consapevole, a calmare il respiro.

La pratica attenta e costante di queste tecniche, grazie alla loro morbidezza, alla circolarità e alla lentezza con cui vengono eseguiti, rende il corpo più agile e armonioso migliora la postura ed ha un effetto benefico sul sistema nervoso e sulla circolazione. Scopo ultimo di questa arte è sentire il libero fluire dell'energia vitale.

La storiail maestro Yang Lin Sheng
In Cina, gli obiettivi del benessere fisico e di una accresciuta longevità sono stati affrontati sistematicamente sin dall’antichità, dalla quale si sono ereditate numerose tecniche di applicazione di una antica saggezza. La pratica di queste si può far risalire a Hwang Ti, l’Imperatore Giallo che dominò in Cina per un secolo intero nel terzo millennio avanti Cristo. Le sue pratiche includevano il T’u Na, esercizi di respirazione, e degli esercizi di meditazione. Queste esperienze furono in seguito conosciute sotto il titolo di “I Ching” il più antico libro cinese in materia di medicina. Secoli dopo il regno di Hwang Ti, i principi filosofici sottostanti alle tecniche sulla longevità da lui praticate vennero articolati e elaborati dai grandi filosofi taoisti, soprattutto nei classici di Lao Tzu (sesto secolo a.C.) e Chuang Tzu (quarto secolo a.C.). In pratica il Taoismo, assieme al Confucianesimo e al Buddismo divenne una delle tre grandi religioni cinesi, e l’unica fra tutte a sostenere che l’immortalità della persona è possibile, almeno nei principi se non proprio nella pratica, attraverso l’applicazione delle sue tecniche. Tecniche che hanno assunto forme sempre più numerose e raffinate con il passare dei secoli.
Le origini del Tai Ji Quan, sono come sempre accade negli stili interni di Kung-Fu avvolte nelle nebbie dei tempi: una delle molte versioni ne attribuisce la paternità ad un eremita taoista dimnome Zhang San Feng, colto funzionario del governo che, intorno ai sessant’anni si ritirò dalla vita pubblica e vagò a lungo alla ricerca di qualcuno che fosse in grado di trasmettergli il Tao.
Dopo molti anni incontrò , finalmente, un eremita che gli insegnò delle tecniche meditative per ottenere l’immortalità.
Zhang praticò per sette anni con scarso successo, ma allla fine il lungo addestramento lo portò alla comprensione suprema.
Richiamato dall’ imperatore per offrirgli la carica di funzionario e consigliere, decise di rifugiarsi sui monti e continuare la sua pratica: si stabilì sulla catena dei “tre picchi”(in cinese San Feng da qui il nome) e fu qui che continuò i suoi vasti studi; un giorno, avvertendo dei rumori, uscì dalla capanna e vide un serpente e una gru (simbolicamente lo Yin e lo Yang) che lottavano: la gru agiva per linee rette con il becco e defletteva gli attacchi dell’avversario con le ali, il serpente si muoveva circolarmente e si lanciava in attacchi rettilinei.
Colpito dallo spettacolo a cui aveva assistito, Zhang iniziò una lunga ricerca, provando e riprovando tecniche di combattimento che aveva appreso al tempio di Shao Lin e integrandole con le sue coscienze cosmologiche e alchemiche.
Lo stile che nacque all’ora è l’antesignano Tai ji Quan, anche se è impossibile anche solo immaginare quali profondi mutamenti abbia subito nei secoli successivi.
Un’alta leggenda racconta che gli Dei abbiano trasmesso il Tai Ji in sogno e che il giorno dopo l’eremita sia stato in grado di sgominare cento predoni a mani nude.
Quello che più colpisce l'immaginazione dei praticanti è la longevità di Zhang San Feng, che visse, sempre secondo la leggenda attraverso due dinastie per ben 240 anni. Una versione più realistica ha identificato un'omonimia tra un Zhang San Feng monaco taoista del 1200 d.C. e un alchimista della fine del 1400 d.C.
La trasmissione dello stile rimane oscura fino al 1600 d.C., Quando compare al villaggio di Chen Jia Gou (letteralmente "fosso della famiglia Chen") la figura di Jiang Fa, un non meglio identificato artista marziale, che trasmise alla famiglia Chen uno stile di Kung-Fu interno.
Il villaggio dei Chen era stato donato alla famiglia omonima dall’imperatore per i servigi prestati in guerra dal loro capostipite. E' qui che troviamo Chen Wang Ting, ex – militare ritiratosi a vita agreste, che, secondo altre versioni, sarebbe il fondatore storico del Tai Ji Quan.
Da allora lo stile venne tenuto gelosamente segreto e trasmesso solo ai membri fidati della famiglia, finchè nell'Ottocento il capofamiglia di quel periodo, Chen Chang Xing, accettò due allievi esterni, rompendo una tradizione di duecento anni.
Uno dei due allievi esterni era il leggendario Yang Lu Chan, che, schiavo di un'altra ricca famiglia, era stato mandato a Chen Jia Gou nel tentativo di carpire questo mitico stile segreto - in realtrà, anche sull'arrivo di Yang Lu Chan al villaggio esistono infinite versioni discordanti.
L'albero genealogico dei Chen prosegue e con esso la trasmissione dello stile, mentre il ramo di Yang Lu Chan si stacca per dar vita allo stile della famiglia Yang, oggi il più diffuso.
Il caposcuola dello stile Chen del secolo scorso, Chen Fa Ke, si trasferì da Chen Jia Gou a Bei Jing, dove insegnò per trent'anni: fu un grande combattente dal carattere aperto e gentile, anche se la sua inflessibilitrà, con gli allievi lo portava a far ripetere numerose volte la lunga e faticosa forma e gli esercizi collaterali al discepolo che commetteva un errore. Lo stesso Chen Fa Ke praticava la forma di Tai Ji 20 volte al giorno - circa 5 ore di allenamento quotidiano - e a 70 anni ancora la eseguiva 10 volte: molti esperti di altri stili studiarono con lui.
Tra i suoi discepoli, oltre ai figli, compaiono Feng Zhi Jiang, maestro di Xing Yi oltre che di Tai Ji, e Chen Guan Shen, allievo anche di Wang Xiang Zhai e maestro di Yang Lin Sheng.

I benefici del Tai Chi Chuan

Il Tai Chi Chuan può essere praticato a tutte le età e per tutta la vita. Attraverso la pratica di questa disciplina si raggiunge il rilassamento mentale e si favorisce la concentrazione. Altri benefici consistono nell’eliminazione dello stress, miglioramento della mobilità articolare (i tendini si allungano e si distendono), aumento della profondità della respirazione con una conseguente ossigenazione del corpo in maniera ottimale, prevenzione di molte malattie aumentando la resistenza e la forza del corpo, prevenzione dell’osteoporosi, aiuto ad alleviare i dolori causati da problemi alla schiena e alle spalle. Inoltre è un forte aiuto psicologico per persone fortemente introverse producendo una graduale apertura ed estroversione verso il mondo circostante e gli altri. Per la medicina cinese, le malattie si sviluppano a causa di blocchi nei tragitti di circolazione dei meridiani. Come l’agopuntura, il Tai Chi Chuan, con i suoi movimenti morbidi e armoniosi, contribuisce a rendere più flessibili le articolazioni, eliminando blocchi cronici e a rendendo più scorrevole libero il flusso energetico. Insieme ad una dieta, ai massaggi e all’agopuntura, il Tai Chi Chuan integra l’insieme di tecniche offerte oggi dalla medicina cinese per salvaguardare il benessere psicofisico.
Negli ultimi tempi la cultura orientale ha cercato di migliorare i risultati ottenuti combinando queste antiche tradizioni con la medicina classica occidentale; allo stesso tempo, in Occidente, i centri olistici e di benessere e salute hanno incorporato tecniche della medicina cinese tradizionale, tra cui il Tai Chi Chuan, per offrire alle persone soluzioni efficaci nella guarigione o nel miglioramento delle patologie.
In parole semplici, il Tai Chi Chuan è costituito da una ginnastica profonda, sana e terapeutica che conserva la salute e favorisce notevolmente l’assetto psicofisico di ognuno.
Per ottenere questi benefici tuttavia, bisogna applicare bene quello che insegnano i maestri: "avere disciplina, perseveranza e pazienza", cioè praticare questa disciplina con costanza e per lungo tempo.

  • Sistema nervoso
    "Concentrare al massimo l’attenzione e rilassare il corpo per un conseguente benessere del sistema nervoso"
    È noto che il sistema nervoso dirige e controlla i vari organi del corpo. Per mezzo di reazioni condizionate e spontanee, l’uomo si adatta a qualsiasi situazione, nonché al cambio di ambiente.
    Per praticare la tecnica del Tai Chi Chuan è necessario aumentare la capacità di concentrazione e non utilizzare la forza fisica per ottenere un buon allenamento, e perciò un buon funzionamento delle cellule del sistema nervoso. Il lavoro rilassato e il risveglio dell’attenzione del sistema nervoso fa si che il cervello abbia una buona influenza e un ottimo controllo sul resto dell’organismo.
    Per questo motivo, con il Tai Chi Chuan si avrà una sensazione di pienezza interiore e di benessere in tutto il corpo che produrrà, insieme alla non sottovalutabile attività fisica, un miglioramento della circolazione sanguigna e una maggior facilità nell’impostare una corretta respirazione.
  • Sistema cardiovascolare
    "L’aria come sinonimo di benessere"
    La pratica del Tai Chi Chuan dimostra che l’introduzione e l’espulsione di una maggior quantità di aria, e quindi di ossigeno, in ogni ciclo respiratorio favorisce il cambio di pressione all’interno del torace; in tal modo la circolazione coronaria è più libera ed efficace; risulta aumentata la capacità e l’elasticità dei capillari e si rinforza il processo di ossigenazione e riduzione di anidride carbonica nel corpo.
    Così migliora la nutrizione e il funzionamento del muscolo cardiaco prevenendo l’arteriosclerosi e le diverse malattie cardiache e cardiovascolari.
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