Il
Tai Chi Chuan è
un'antica arte marziale cinese fondata sul
concetto taoista di Ying-Yang, l'eterna
alleanza degli opposti. Nato come sistema
di autodifesa, Tai Chi Chuan significa
-letteralmente "suprema arte di
combattimento", si è trasformato nel
corso dei secoli in una raffinata forma di
esercizio per la salute ed il benessere,
utilizzabile anche come autodifesa.
Gli stili proposti nel corso sono lo stile
Yang e lo stile Chen.
Il primo è il più diffuso e
il più giovane, è adatto a
tutte le età, i movimenti vengono
eseguiti in modo lento e uniforme.Lo stile
Chen verrà in seguito proposto a chi
è interessato allo studio del
Fa Li (forza
esplosiva).
La teoria Yin Yang è espressa nella
forma, un insieme di movimenti ognuno dei
quali racchiude lo studio del respiro,
della forza interna, dell’intenzione
mentale, per giungere a capire
l’armonia tra mente e corpo.
Il corso inizia con lo studio delle
corrette posture del corpo e
l’introduzione di vuoto mentale e
intenzione concentrata.
Si studieranno sia le posizioni statiche
chiamate zhan zhuang, che le forme
dinamiche, un sistema di movimenti
concatenati eseguiti in modo morbido e
rilassato simili a una danza marziale.
La pratica attenta e costante di queste
tecniche, grazie alla loro morbidezza, alla
circolarità e alla lentezza con cui
vengono eseguiti, rende il corpo più
agile e armonioso migliora la postura ed ha
un effetto benefico sul sistema nervoso e
sulla circolazione del sangue.
In entrambi gli stili la pratica del Tai
Chi Chuan consiste principalmente
nell'esecuzione di una serie di movimenti
lenti e circolari che ricordano una danza
silenziosa, ma che in realtà mimano
la lotta con un opponente immaginario.
All’interno degli stili del Tai Chi
Chuan (Chen, Yang, Sun, Wu, Wod, Hao) i
più popolari sono lo
Yang e il
Chen. Il primo è il
più praticato poiché il Chen
richiede un’esercitazione molto
più complessa ed esigente.
Oltre al concetto di Yin e Yang,
l’espressione che descrive questa
tecnica risiede nel concetto di
"Forma", un sistema di
movimenti concatenati che vengono eseguiti
in un modo lento, uniforme e senza
interruzioni. Tali movimenti possono essere
eseguiti a mani nude o con il supporto di
particolari armi. Esiste anche un insieme
di esercizi che vengono eseguiti in coppia,
e che prendono il nome di Tui Shou.
Lo studio del Tai Chi Chuan inizia quindi
con la sequenza di movimenti detta "forma
lenta". Gradualmente si studiano i
movimenti e si introducono i principi
fondamentali: si impara ad acquietare la
mente, a muovere il corpo in modo rilassato
e consapevole, a calmare il respiro.
La pratica attenta e costante di
queste tecniche, grazie alla loro
morbidezza, alla circolarità e alla
lentezza con cui vengono eseguiti, rende il
corpo più agile e armonioso migliora
la postura ed ha un effetto benefico sul
sistema nervoso e sulla circolazione. Scopo
ultimo di questa arte è sentire il
libero fluire dell'energia
vitale.
La storia
In Cina, gli obiettivi del benessere fisico
e di una accresciuta longevità sono
stati affrontati sistematicamente sin
dall’antichità, dalla quale si
sono ereditate numerose tecniche di
applicazione di una antica saggezza. La
pratica di queste si può far
risalire a Hwang Ti, l’Imperatore
Giallo che dominò in Cina per un
secolo intero nel terzo millennio avanti
Cristo. Le sue pratiche includevano il
T’u Na, esercizi di respirazione, e
degli esercizi di meditazione. Queste
esperienze furono in seguito conosciute
sotto il titolo di “I Ching” il
più antico libro cinese in materia
di medicina. Secoli dopo il regno di Hwang
Ti, i principi filosofici sottostanti alle
tecniche sulla longevità da lui
praticate vennero articolati e elaborati
dai grandi filosofi taoisti, soprattutto
nei classici di Lao Tzu (sesto secolo a.C.)
e Chuang Tzu (quarto secolo a.C.). In
pratica il Taoismo, assieme al
Confucianesimo e al Buddismo divenne una
delle tre grandi religioni cinesi, e
l’unica fra tutte a sostenere che
l’immortalità della persona
è possibile, almeno nei principi se
non proprio nella pratica, attraverso
l’applicazione delle sue tecniche.
Tecniche che hanno assunto forme sempre
più numerose e raffinate con il
passare dei secoli.
Le origini del Tai Ji Quan, sono come
sempre accade negli stili interni di
Kung-Fu avvolte nelle nebbie dei tempi: una
delle molte versioni ne attribuisce la
paternità ad un eremita taoista
dimnome Zhang San Feng, colto funzionario
del governo che, intorno ai
sessant’anni si ritirò dalla
vita pubblica e vagò a lungo alla
ricerca di qualcuno che fosse in grado di
trasmettergli il Tao.
Dopo molti anni incontrò ,
finalmente, un eremita che gli
insegnò delle tecniche meditative
per ottenere
l’immortalità.
Zhang praticò per sette anni con
scarso successo, ma allla fine il lungo
addestramento lo portò alla
comprensione suprema.
Richiamato dall’ imperatore per
offrirgli la carica di funzionario e
consigliere, decise di rifugiarsi sui monti
e continuare la sua pratica: si
stabilì sulla catena dei “tre
picchi”(in cinese San Feng da qui il
nome) e fu qui che continuò i suoi
vasti studi; un giorno, avvertendo dei
rumori, uscì dalla capanna e vide un
serpente e una gru (simbolicamente lo Yin e
lo Yang) che lottavano: la gru agiva per
linee rette con il becco e defletteva gli
attacchi dell’avversario con le ali,
il serpente si muoveva circolarmente e si
lanciava in attacchi rettilinei.
Colpito dallo spettacolo a cui aveva
assistito, Zhang iniziò una lunga
ricerca, provando e riprovando tecniche di
combattimento che aveva appreso al tempio
di Shao Lin e integrandole con le sue
coscienze cosmologiche e alchemiche.
Lo stile che nacque all’ora è
l’antesignano Tai ji Quan, anche se
è impossibile anche solo immaginare
quali profondi mutamenti abbia subito nei
secoli successivi.
Un’alta leggenda racconta che gli Dei
abbiano trasmesso il Tai Ji in sogno e che
il giorno dopo l’eremita sia stato in
grado di sgominare cento predoni a mani
nude.
Quello che più colpisce
l'immaginazione dei praticanti è la
longevità di Zhang San Feng, che
visse, sempre secondo la leggenda
attraverso due dinastie per ben 240 anni.
Una versione più realistica ha
identificato un'omonimia tra un Zhang San
Feng monaco taoista del 1200 d.C. e un
alchimista della fine del 1400 d.C.
La trasmissione dello stile rimane oscura
fino al 1600 d.C., Quando compare al
villaggio di Chen Jia Gou (letteralmente
"fosso della famiglia Chen") la figura di
Jiang Fa, un non meglio identificato
artista marziale, che trasmise alla
famiglia Chen uno stile di Kung-Fu
interno.
Il villaggio dei Chen era stato donato alla
famiglia omonima dall’imperatore per
i servigi prestati in guerra dal loro
capostipite. E' qui che troviamo Chen Wang
Ting, ex – militare ritiratosi a vita
agreste, che, secondo altre versioni,
sarebbe il fondatore storico del Tai Ji
Quan.
Da allora lo stile venne tenuto gelosamente
segreto e trasmesso solo ai membri fidati
della famiglia, finchè
nell'Ottocento il capofamiglia di quel
periodo, Chen Chang Xing, accettò
due allievi esterni, rompendo una
tradizione di duecento anni.
Uno dei due allievi esterni era il
leggendario Yang Lu Chan, che, schiavo di
un'altra ricca famiglia, era stato mandato
a Chen Jia Gou nel tentativo di carpire
questo mitico stile segreto - in
realtrà, anche sull'arrivo di Yang
Lu Chan al villaggio esistono infinite
versioni discordanti.
L'albero genealogico dei Chen prosegue e
con esso la trasmissione dello stile,
mentre il ramo di Yang Lu Chan si stacca
per dar vita allo stile della famiglia
Yang, oggi il più diffuso.
Il caposcuola dello stile Chen del secolo
scorso, Chen Fa Ke, si trasferì da
Chen Jia Gou a Bei Jing, dove
insegnò per trent'anni: fu un grande
combattente dal carattere aperto e gentile,
anche se la sua inflessibilitrà, con
gli allievi lo portava a far ripetere
numerose volte la lunga e faticosa forma e
gli esercizi collaterali al discepolo che
commetteva un errore. Lo stesso Chen Fa Ke
praticava la forma di Tai Ji 20 volte al
giorno - circa 5 ore di allenamento
quotidiano - e a 70 anni ancora la eseguiva
10 volte: molti esperti di altri stili
studiarono con lui.
Tra i suoi discepoli, oltre ai figli,
compaiono Feng Zhi Jiang, maestro di Xing
Yi oltre che di Tai Ji, e Chen Guan Shen,
allievo anche di Wang Xiang Zhai e maestro
di Yang Lin Sheng.
I benefici del Tai Chi Chuan
Il Tai Chi Chuan può essere
praticato a tutte le età e per tutta
la vita. Attraverso la pratica di questa
disciplina si raggiunge il rilassamento
mentale e si favorisce la concentrazione.
Altri benefici consistono
nell’eliminazione dello stress,
miglioramento della mobilità
articolare (i tendini si allungano e si
distendono), aumento della
profondità della respirazione con
una conseguente ossigenazione del corpo in
maniera ottimale, prevenzione di molte
malattie aumentando la resistenza e la
forza del corpo, prevenzione
dell’osteoporosi, aiuto ad alleviare
i dolori causati da problemi alla schiena e
alle spalle. Inoltre è un forte
aiuto psicologico per persone fortemente
introverse producendo una graduale apertura
ed estroversione verso il mondo circostante
e gli altri. Per la medicina cinese, le
malattie si sviluppano a causa di blocchi
nei tragitti di circolazione dei meridiani.
Come l’agopuntura, il Tai Chi Chuan,
con i suoi movimenti morbidi e armoniosi,
contribuisce a rendere più
flessibili le articolazioni, eliminando
blocchi cronici e a rendendo più
scorrevole libero il flusso energetico.
Insieme ad una dieta, ai massaggi e
all’agopuntura, il Tai Chi Chuan
integra l’insieme di tecniche offerte
oggi dalla medicina cinese per
salvaguardare il benessere psicofisico.
Negli ultimi tempi la cultura orientale ha
cercato di migliorare i risultati ottenuti
combinando queste antiche tradizioni con la
medicina classica occidentale; allo stesso
tempo, in Occidente, i centri olistici e di
benessere e salute hanno incorporato
tecniche della medicina cinese
tradizionale, tra cui il Tai Chi Chuan, per
offrire alle persone soluzioni efficaci
nella guarigione o nel miglioramento delle
patologie.
In parole semplici, il Tai Chi Chuan
è costituito da una ginnastica
profonda, sana e terapeutica che conserva
la salute e favorisce notevolmente
l’assetto psicofisico di ognuno.
Per ottenere questi benefici tuttavia,
bisogna applicare bene quello che insegnano
i maestri: "avere disciplina, perseveranza
e pazienza", cioè praticare questa
disciplina con costanza e per lungo
tempo.
- Sistema nervoso
"Concentrare al massimo
l’attenzione e rilassare il corpo
per un conseguente benessere del sistema
nervoso"
È noto che il sistema nervoso
dirige e controlla i vari organi del
corpo. Per mezzo di reazioni condizionate
e spontanee, l’uomo si adatta a
qualsiasi situazione, nonché al
cambio di ambiente.
Per praticare la tecnica del Tai Chi
Chuan è necessario aumentare la
capacità di concentrazione e non
utilizzare la forza fisica per ottenere
un buon allenamento, e perciò un
buon funzionamento delle cellule del
sistema nervoso. Il lavoro rilassato e il
risveglio dell’attenzione del
sistema nervoso fa si che il cervello
abbia una buona influenza e un ottimo
controllo sul resto
dell’organismo.
Per questo motivo, con il Tai Chi Chuan
si avrà una sensazione di pienezza
interiore e di benessere in tutto il
corpo che produrrà, insieme alla
non sottovalutabile attività
fisica, un miglioramento della
circolazione sanguigna e una maggior
facilità nell’impostare una
corretta respirazione.
- Sistema
cardiovascolare
"L’aria come sinonimo di
benessere"
La pratica del Tai Chi Chuan dimostra che
l’introduzione e l’espulsione
di una maggior quantità di aria, e
quindi di ossigeno, in ogni ciclo
respiratorio favorisce il cambio di
pressione all’interno del torace;
in tal modo la circolazione coronaria
è più libera ed efficace;
risulta aumentata la capacità e
l’elasticità dei capillari e
si rinforza il processo di ossigenazione
e riduzione di anidride carbonica nel
corpo.
Così migliora la nutrizione e il
funzionamento del muscolo cardiaco
prevenendo l’arteriosclerosi e le
diverse malattie cardiache e
cardiovascolari.
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